BEGIN:VCALENDAR PRODID:-//Feedo Feed//NONSGML v1.0//EN VERSION:2.0 CALSCALE:GREGORIAN METHOD:PUBLISH X-WR-CALNAME:Renato Guttuso. L’EDICOLA. La grande scultura ritrovata e foto inedite del 1965 di Mario Schifano sull’opera in fase di realizzazione X-WR-CALDESC:Sarà presentata per la prima volta al pubblico, sabato 27 ottobre 2018, a partire dalle ore 15.30 nelle sale di Materima, lo spazio creato dallo Studio Copernico a Casalbeltrame (Novara), l’originale de “L’EDICOLA”, l’unica scultura modellata da Renato Guttuso nella sua lunga carriera. Nella mostra dedicata a questa grande scultura del 1965, alta tre metri e larga e profonda altrettanto, saranno presentate anche una cinquantina di foto inedite di Mario Schifano, stampate nel 1965, che documentano il lavoro di Renato Guttuso su “L’EDICOLA”.\nRimasta per una quarantina di anni presso un collezionista, l’opera è l’originale modellato in resina e dipinto direttamente dall’artista. Da questo modello è stata in seguito tratta una copia in bronzo, meno complessa, che venne presentata, sempre nel 1965, alla IX Quadriennale di Roma e che è oggi esposta al Museo Guttuso di Bagheria. Nel 1965 “L’EDICOLA” ebbe una grande eco. Se ne occupò anche la stampa internazionale. L’Herald Tribune statunitense, ad esempio, pubblicò l’opera a tutta pagina chiedendosi se la scelta di rappresentare un lettore di giornali non potesse essere considerata “una moderna versione del Pensatore di Rodin”. Il grande storico Roberto Longhi valutò positivamente che la scultura era stata dipinta: “L’opera attende, invoca, provoca il colore, non c’è scampo. Solo il neoclassicismo ha potuto credere il contrario. Ma Guttuso non ha nulla di Tenerani e neppure di Canova.”\nL’originale in resina de “L’EDICOLA” di Guttuso ha un grande valore sia artistico che storico. Si tratta di un’opera dove l’artista, allora cinquantenne, cercò l’innovazione. Fu infatti una delle prime sculture in Europa realizzate in resina, invece che con materiali tradizionali, come la creta o la plastilina. La resina consentì all’artista non solo più “libertà” nel modellare, ma divenne anche il supporto ideale per la sua creatività pittorica, in questo caso fatta di colature di colore e segni gestuali, prossimi alle avanguardie dell’epoca, più che alla tradizione del realismo.\nIn un certo senso con “L’EDICOLA” l’artista voleva rispondere, in chiave neoespressionista, alla Pop Art che l’anno prima era esplosa con fragore sostenuta dal potente sistema dell’arte statunitense, alla XXXII Biennale d’arte di Venezia.\nL’opera indaga in particolare la dimensione urbana dell’uomo sociale collettivo, solo, isolato, nella sua condizione anonima e alienata a cui cerca di sfuggire entrando in contatto con il mondo in tutti i suoi aspetti. L’uomo sociale collettivo di Guttuso è posto davanti ad un chiosco di giornali, ma l’opera è in qualche modo anticipatrice di un tema più che mai attuale anche oggi, e porta a riflettere sulle nuove solitudini sociali provocate dal web e dall’asfissiante ricorsa delle news.\nLa notizia che Renato Guttuso stava realizzando una scultura di grande dimensioni, e per di più la prima per un artista già famoso e celebrato, suscitò molto interesse nella critica e tra gli altri artisti. Mario Schifano, allora giovane astro emergente della Pop Art italiana e grande amico di Guttuso, scattò una serie di fotografie all’artista e all’opera in fase di realizzazione.\nIn queste foto di straordinaria fattura, stampate all’epoca in bianco nero ai sali d’argento su formato carta cm 30x40, l’occhio dell’allora giovane artista della Pop Art si confronta con la forza e l’espressività di una grande scultura, ma anche con il carisma e lo sguardo del maestro affermato. In un gioco di riflessi e riflessioni quasi alla Cocteau, Guttuso e Schifano si fotografano l’uno con l’altro, mostrando visioni diverse unite però da una amicizia consolidata.\nIl progetto espositivo de “L’EDICOLA”, curato da Nicola Loi, inaugura un nuovo corso di Materima, uno dei più grandi spazi per la scultura in Europa, di oltre ventimila metri quadri tra spazi interni ed esterni, una vera e propria cittadella della scultura posta in uno storico cascinale dell’Ottocento, dove sono esposte più di duecento opere di alcuni dei più grandi artisti del Novecento come Marino Marini, Giacomo Manzù, Arnaldo Pomodoro, Giuliano Vangi, Augusto Perez e altri. La mostra “L’EDICOLA. La grande scultura ritrovata” è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione Archivio Storico Bocchi e l’Archivio Mario Schifano.Rimarrà aperta fino al 31 gennaio 2019. Materima sorge a Casalbeltrame, un piccolo borgo tra Milano e Torino, uscita autostradale di Biandrate.\nGli spazi espositivi sono visitabili dal martedì al sabato, dalle 11.00 alle 18.00 X-MS-OLK-FORCEINSPECTOROPEN:TRUE BEGIN:VEVENT DTSTAMP:20190826T090012Z DTSTART:20181027T100000Z DTEND:20190331T170000Z TRANSP:TRANSPARENT UID:572018-10-27 SUMMARY:Renato Guttuso. L’EDICOLA. La grande scultura ritrovata e foto inedite del 1965 di Mario Schifano sull’opera in fase di realizzazione DESCRIPTION:Sarà presentata per la prima volta al pubblico, sabato 27 ottobre 2018, a partire dalle ore 15.30 nelle sale di Materima, lo spazio creato dallo Studio Copernico a Casalbeltrame (Novara), l’originale de “L’EDICOLA”, l’unica scultura modellata da Renato Guttuso nella sua lunga carriera. Nella mostra dedicata a questa grande scultura del 1965, alta tre metri e larga e profonda altrettanto, saranno presentate anche una cinquantina di foto inedite di Mario Schifano, stampate nel 1965, che documentano il lavoro di Renato Guttuso su “L’EDICOLA”.\nRimasta per una quarantina di anni presso un collezionista, l’opera è l’originale modellato in resina e dipinto direttamente dall’artista. Da questo modello è stata in seguito tratta una copia in bronzo, meno complessa, che venne presentata, sempre nel 1965, alla IX Quadriennale di Roma e che è oggi esposta al Museo Guttuso di Bagheria. Nel 1965 “L’EDICOLA” ebbe una grande eco. Se ne occupò anche la stampa internazionale. L’Herald Tribune statunitense, ad esempio, pubblicò l’opera a tutta pagina chiedendosi se la scelta di rappresentare un lettore di giornali non potesse essere considerata “una moderna versione del Pensatore di Rodin”. Il grande storico Roberto Longhi valutò positivamente che la scultura era stata dipinta: “L’opera attende, invoca, provoca il colore, non c’è scampo. Solo il neoclassicismo ha potuto credere il contrario. Ma Guttuso non ha nulla di Tenerani e neppure di Canova.”\nL’originale in resina de “L’EDICOLA” di Guttuso ha un grande valore sia artistico che storico. Si tratta di un’opera dove l’artista, allora cinquantenne, cercò l’innovazione. Fu infatti una delle prime sculture in Europa realizzate in resina, invece che con materiali tradizionali, come la creta o la plastilina. La resina consentì all’artista non solo più “libertà” nel modellare, ma divenne anche il supporto ideale per la sua creatività pittorica, in questo caso fatta di colature di colore e segni gestuali, prossimi alle avanguardie dell’epoca, più che alla tradizione del realismo.\nIn un certo senso con “L’EDICOLA” l’artista voleva rispondere, in chiave neoespressionista, alla Pop Art che l’anno prima era esplosa con fragore sostenuta dal potente sistema dell’arte statunitense, alla XXXII Biennale d’arte di Venezia.\nL’opera indaga in particolare la dimensione urbana dell’uomo sociale collettivo, solo, isolato, nella sua condizione anonima e alienata a cui cerca di sfuggire entrando in contatto con il mondo in tutti i suoi aspetti. L’uomo sociale collettivo di Guttuso è posto davanti ad un chiosco di giornali, ma l’opera è in qualche modo anticipatrice di un tema più che mai attuale anche oggi, e porta a riflettere sulle nuove solitudini sociali provocate dal web e dall’asfissiante ricorsa delle news.\nLa notizia che Renato Guttuso stava realizzando una scultura di grande dimensioni, e per di più la prima per un artista già famoso e celebrato, suscitò molto interesse nella critica e tra gli altri artisti. Mario Schifano, allora giovane astro emergente della Pop Art italiana e grande amico di Guttuso, scattò una serie di fotografie all’artista e all’opera in fase di realizzazione.\nIn queste foto di straordinaria fattura, stampate all’epoca in bianco nero ai sali d’argento su formato carta cm 30x40, l’occhio dell’allora giovane artista della Pop Art si confronta con la forza e l’espressività di una grande scultura, ma anche con il carisma e lo sguardo del maestro affermato. In un gioco di riflessi e riflessioni quasi alla Cocteau, Guttuso e Schifano si fotografano l’uno con l’altro, mostrando visioni diverse unite però da una amicizia consolidata.\nIl progetto espositivo de “L’EDICOLA”, curato da Nicola Loi, inaugura un nuovo corso di Materima, uno dei più grandi spazi per la scultura in Europa, di oltre ventimila metri quadri tra spazi interni ed esterni, una vera e propria cittadella della scultura posta in uno storico cascinale dell’Ottocento, dove sono esposte più di duecento opere di alcuni dei più grandi artisti del Novecento come Marino Marini, Giacomo Manzù, Arnaldo Pomodoro, Giuliano Vangi, Augusto Perez e altri. La mostra “L’EDICOLA. La grande scultura ritrovata” è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione Archivio Storico Bocchi e l’Archivio Mario Schifano.Rimarrà aperta fino al 31 gennaio 2019. Materima sorge a Casalbeltrame, un piccolo borgo tra Milano e Torino, uscita autostradale di Biandrate.\nGli spazi espositivi sono visitabili dal martedì al sabato, dalle 11.00 alle 18.00 URL:http://studiocopernico.com/le-mostre/renato-guttuso-l-edicola-la-grande-scultura-ritrovata-e-foto-inedite-del-1965-di-mario-schifano-sull-opera-in-fase-di-realizzazione.html CATEGORIES:Renato Guttuso GEO:45.43683230000001;8.466111100000035 LOCATION:Materima END:VEVENT END:VCALENDAR